Author: Chiara Milano
Committee: Agricultural and environmental frauds Committee
Date: 09/04/2026

Nell’ambito della tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea, il settore agricolo continua a occupare una posizione di centrale importanza. Ciò non soltanto perché la Politica agricola comune (PAC) rappresenta storicamente una delle principali voci del bilancio UE[1], ma anche perché i fondi agricoli risultano essere particolarmente esposti a forme particolarmente articolate di frode (es. indebita percezione, sovra-dichiarazioni, uso distorto dei titoli di pagamento e interposizioni soggettive difficili da intercettare in una prospettiva unicamente nazionale). In questo quadro, il Report annuale EPPO 2025 mostra come le indagini della Procura europea (EPPO) nel settore degli “Agricultural and rural development programmes” continuano a crescere in modo costante e ormai strutturale[2].

Analizzando i dati europei nella loro complessità, emerge che alla fine del 2025 l’EPPO contava 3.602 indagini attive, per un danno totale stimato superiore a 67,27 miliardi di euro [3]. Nello stesso report, i casi attivi di frode ai finanziamenti classificati sotto la voce “Agricultural and rural development programmes” risultano pari a 541[4]. Analizzando  in termini comparativi i dati relativi al settore delle frodi agricole, si è assistita ad una crescita progressiva rispetto agli anni precedenti: i casi riportati nel Report 2022 erano solo 231[5], 319 nel 2023[6], 428 nel 2024[7], a fronte dei 541 nel 2025. L’aumento registrato è dunque continuo nel quadriennio analizzato: +38,1% tra il 2022 e il 2023, +34,2% tra il 2023 e il 2024, +26,4% tra il 2024 e il 2025. Complessivamente, il numero di casi agricoli attivi è cresciuto di circa il 134,2% rispetto al 2022.

Occorre, pertanto, analizzare tale crescita. Infatti, i numeri EPPO registrati non dimostrano automaticamente che esistano più frodi agricole oggi in senso assoluto, bensì mostrano una maggiore capacità di individuazione, qualificazione e presa in carico investigativa da parte dell’architettura europea: una maggiore efficienza del sistema operativo-investigativo.  La medesima logica emerge anche nella Relazione COLAF 2023[8], dove viene sottolineato che il numero delle irregolarità e delle frodi registrate va letto come indicatore dell’efficacia dei sistemi di controllo e della qualità del follow-up amministrativo e investigativo[9].

Se si guarda poi al dato italiano, il quadro è ancora più rappresentativo. Nel Report EPPO 2025, infatti, l’Italia presenta 991 casi attivi complessivi, per un danno stimato di 28,71 miliardi di euro, e ben 147 active funding fraud cases riferiti agli “Agricultural and rural development programmes”[10]. L’Italia è, dunque, uno dei Paesi europei maggiormente esposti alle frodi sui fondi agricoli e, al tempo stesso, la Nazione in cui la componente italiana dell’EPPO risulta particolarmente attiva nell’emersione e trattazione. Anche qui il confronto diacronico è istruttivo: per l’Italia, i casi agricoli attivi risultavano 83 nel 2022 e 117 nel 2024; nel 2025 sono saliti a 147, con un incremento del 77,1% rispetto al 2022 e del 25,6% rispetto al 2024.

Il dato EPPO può essere letto in modo ancora più approfondito se comparato con la Relazione COLAF 2023. Sul versante nazionale, la Relazione registra che nel 2023 l’Italia ha trasmesso complessivamente a OLAF 614 segnalazioni di irregolarità, di cui 293 relative alla PAC, pari al 47,72% del totale nazionale, sottolineando il peso della PAC in Italia.

Inoltre, sempre nel 2023, il COLAF rileva che, nel solo ambito PAC, vi sono state 302 prime comunicazioni di casi irregolari, poi ridotte a 293 casi effettivamente irregolari dopo la riqualificazione di 9 segnalazioni come “regolari”. Tale dinamica evidenzia come il dato amministrativo sia il risultato di un procedimento progressivo di verifica e selezione dell’informazione.

Il confronto tra il livello europeo e il livello nazionale consente di cogliere un punto essenziale: la divergenza tra l’andamento delle segnalazioni amministrative PAC registrate dal COLAF sul piano nazionale e la crescita dei casi agricoli attivi EPPO sul piano europeo non configura alcuna contraddizione, ma riflette la diversa natura delle rispettive basi informative. La Relazione COLAF fotografa il flusso delle irregolarità e frodi segnalate nei sistemi di monitoraggio, evidenziando un dato pre-investigativo, mentre il Report annuale dell’EPPO registra le indagini attive effettivamente aperte e coltivate dalla Procura europea.

Inoltre, dal Report 2025 dell’EPPO emerge un fondamentale aspetto di natura istituzionale: la crescita delle indagini agricole  non va  letta come un fatto isolato, ma come parte di una progressiva europeizzazione della risposta antifrode. Anno dopo anno, la Procura europea non si limita a registrare notizie di reato, ma consolida il proprio peso investigativo: nel 2025 ha aperto, infatti, 2.030 nuove indagini, ha gestito 6.966 crime reports e ha ottenuto 275 indictments[11], tutti dati in crescita rispetto all’anno precedente[12]. Ciò significa che l’istituzione sta uscendo dalla fase iniziale di avvio per assumere, sempre più chiaramente, una funzione repressiva di centrale importanza anche nei settori di spesa tradizionalmente frammentati, come quello agricolo13.

Il passaggio da 231 a 541 casi di frodi agricole attivi nel giro di sole tre annualità rafforza tale lettura, confermando non solo una maggiore pressione fraudolenta sui fondi della PAC, ma anche, e soprattutto, che l’Unione dispone di un attore investigativo capace di raccogliere e valorizzare informazioni che prima restavano disperse tra organismi pagatori, autorità amministrative, OLAF e procure nazionali.

Concludendo, i numeri del 2025 consentono di affermare che le indagini EPPO nel settore agricolo stanno evolvendo in tre direzioni convergenti. In primo luogo, cresce il volume dei casi. In secondo luogo, si consolida la centralità dell’Italia nel quadro europeo e, in terzo luogo, si rafforza l’idea che la tutela dei fondi PAC non possa più essere letta solo in chiave nazionale: le frodi PAC rappresentano ormai, a pieno titolo, una questione  di governance europea della legalità finanziaria.


[1] Secondo i dati ufficiali della Commissione europea, la spesa destinata alla Politica agricola comune ha rappresentato, nel periodo 2018-2022, circa il 31% della spesa complessiva dell’Unione europea, confermandone la centralità nell’ambito del bilancio UE. Nonostante l’importanza di tale spesa, le ultime riforme hanno determinato la diminuzione della quota delle spese destinate alla PAC, favorendo la crescita percentuale di altre politiche unionali.     Infatti, il taglio del 20% alla Pac 2028-2034 ridurrebbe il peso dell’agricoltura al 14% del bilancio europeo, contro il 30-35% del passato. V. https://agriculture.ec.europa.eu/data-and-analysis/financing/cap-expenditure_it e

https://modena.coldiretti.it/news/ue-7-italiani-su-10-dicono-no-a-riduzione-fondi-pac/

[2] Cfr. European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025,  Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2026.

[3] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025, cit., p. 5.

[4] Ivi, p. 9.

[5] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2022,  Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2023, p. 13.

[6] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2023,  Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2024, p. 13.

[7] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2024,  Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2025, p. 13.

[8] Il confronto è stato condotto sulla base della Relazione COLAF 2023, in quanto ultimo dato integralmente disponibile al momento dell’analisi. La Relazione 2024, pur essendo stata presentata al Parlamento nel marzo 2026, non risulta ancora pubblicata nella sua versione completa.

[9] Presidenza del Consiglio dei Ministri–Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione europea (COLAF), Relazione annuale 2023 al Parlamento, vol. I, Part IV, pp. 148-152, dove si evidenzia come i dati relativi alle irregolarità e alle frodi debbano essere interpretati alla luce dell’efficacia dei sistemi di controllo e delle modalità di segnalazione.

https://www.politicheeuropee.gov.it/media/52uhdrit/relazione-colaf-2023-al-parlamento-vol-1.pdf

[10] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025, cit, p. 33

[11] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025, cit, pp. 7-8.

[12] Dal Report EPPO 2024 emerge che nel 2024 l’EPPO avesse aperto 1.504  nuove indagini, gestito 6.547 crime reports e ottenuto 205 indictments. Cfr. European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2024, cit., p. 10.  13 Medesima interpretazione secondo la quale il coordinamento multilivello  consente di superare i limiti degli organismi di controllo meramente nazionali emerge anche da un articolo pubblicato sul sito ufficiale di STEPPO-EU Law nel gennaio 2024 a commento dei dati COLAF 2022, che evidenzia, inoltre, l’importanza della componente italiana di EPPO come segmento ormai imprescindibile della nuova architettura di contrasto alle frodi PAC. Come osservato nell’articolo, nella Relazione COLAF 2022 i casi PAC a livello UE erano 4.060, di cui 307 in Italia, insistendo, dunque, sul fatto che un numero elevato di irregolarità individuate è spesso indice di una macchina di controllo più efficace, non necessariamente di una maggiore criminalità reale. Cfr. Bolis S., Il ruolo di EPPO nella nuova architettura europea di contrasto alle frodi PAC: i numeri della relazione annuale 2022 del Co.L.A.F., in STEPPO-Jean Monnet Centre of Excellence, 14 gennaio 2024, disponibile su:  https://www.steppo-eulaw.com/2024/01/14/il-ruolo-di-eppo-nella-nuova-architettura-europea-di-contrasto-alle-f rodi-pac-i-numeri-della-relazione-annuale-2022-del-co-l-a-f/

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