Author: Chiara Milano
Committee: Banking, Insurance and Financial Authorities Committee
Date: 24/09/2026

Lo scorso 16 luglio la dottoressa Chiara Milano ha discusso, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, la Tesi di laurea dal titolo “I circuiti dell’underground banking tra criminalità finanziaria e tutela delle finanze dell’Unione europea: il ruolo delle reti cinesi e l’azione della Procura europea”.

La ricerca, parte del Centro di Eccellenza Jean Monnet STEPPO – EPPO and EU Law, ha avuto come Relatrice la Prof.ssa Benedetta Carla Angela Maria Ubertazzi e come Correlatore esterno l’Avv. Daniele Alessandro Luison, la cui collaborazione diretta ha rappresentato un apporto tecnico-operativo decisivo per la verifica empirica del funzionamento dei meccanismi di underground banking di matrice cinese nel contesto europeo.

La finalità dello studio è stata quella di analizzare cause, funzionamento e implicazioni giuridiche dell’underground banking, con particolare riferimento alle reti di matrice cinese, e di valutare l’adeguatezza degli strumenti dell’Unione europea, sia sul versante della prevenzione antiriciclaggio, sia su quello della repressione penale, quest’ultima affidata in misura crescente alla Procura europea (EPPO).

Che cos’è l’underground banking?

L’underground banking, o sistema informale di trasferimento di valore, non rappresenta un fenomeno contingente o marginale, bensì una realtà strutturale che affonda le proprie radici in pratiche storiche di trasferimento di valore sviluppatesi in contesti nei quali l’accesso al sistema bancario era limitato o inesistente. Si tratta di un fenomeno intrinsecamente ambivalente: da un lato risponde a esigenze economiche legittime, dall’altro può essere strumentalizzato per condotte illecite, collocandosi in una “zona grigia” nella quale la regolazione statale incontra difficoltà strutturali.

Le reti di underground banking di matrice cinese rappresentano oggi una delle espressioni più strutturate, pervasive e transnazionali del fenomeno, fondandosi su relazioni personali, familiari e commerciali che sostituiscono gli strumenti giuridici formali e gli intermediari autorizzati tipici del sistema finanziario regolamentato. L’operatività di queste reti ha trovato nel contesto europeo un terreno particolarmente favorevole, sia per l’intensità degli scambi commerciali, sia per le asimmetrie ancora presenti nei sistemi di controllo e cooperazione tra Stati membri.

Dalla teoria alla prassi: i casi EPPO analizzati

Il cuore empirico della tesi, sviluppato anche grazie al prezioso contributo del Procuratore europeo delegato presso la sede di Bologna dell’EPPO, il Dott. Pasquale Profiti, è costituito dall’analisi comparata di tre casi investigativi recenti, tutti emersi nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura europea.

Il primo caso riguarda un’indagine EPPO condotta in Italia relativa a una frode IVA connessa all’importazione e commercializzazione di beni di abbigliamento e accessori di origine cinese, nell’ambito della quale è stata scoperta una rete di underground banking funzionale al trasferimento dei proventi illeciti, per un ammontare stimato di oltre 100 milioni di euro, con un volume complessivo delle operazioni contestate che, secondo le comunicazioni ufficiali dell’EPPO, raggiungerebbe almeno i 500 milioni di euro. Si tratta, come evidenzia la tesi, di uno dei pochi casi in cui l’EPPO abbia espressamente fatto ricorso alla nozione di underground banking per qualificare le reti oggetto di indagine.

Il meccanismo di frode ricostruito si fonda sulla creazione di società “cartiere” (missing traders) che, attraverso il classico schema della frode carosello, permettono di importare merci dalla Cina e di trasferirle mediante triangolazioni intracomunitarie finalizzate a evadere l’IVA dovuta all’erario nazionale e a quello dell’Unione. La terza e ultima fase del circuito riguarda proprio l’occultamento dei proventi tramite reti bancarie sotterranee, che consentono di aggirare le regole antiriciclaggio attraverso meccanismi di compensazione, pagamenti paralleli e intermediazione fiduciaria.

Il secondo caso analizzato, l’operazione “Dragone”, coordinata sempre dall’EPPO in Italia e risalente al marzo 2025, ha riguardato una frode doganale e IVA connessa all’importazione e commercializzazione di merci cinesi, con misure cautelari reali per circa 71 milioni di euro. A differenza del primo caso, qui l’EPPO non ha impiegato espressamente la nozione di underground banking, ma la tesi dimostra come sia comunque possibile ricondurre l’operazione alla medesima fattispecie sostanziale, a conferma di come questi meccanismi tendano a mimetizzarsi anche in operazioni economicamente ordinarie.

Il terzo caso, l’operazione “Calypso”, completa il quadro comparativo, permettendo di isolare convergenze sistemiche e differenze strutturali tra i vari schemi di frode analizzati.

Il valore aggiunto della Procura europea

Uno dei risultati più significativi della ricerca riguarda il ruolo dell’EPPO non solo come organo di azione penale sovranazionale, ma come uno dei principali produttori di dati empirici rilevanti per l’analisi dei fenomeni di criminalità economico-finanziaria transnazionale. Il valore aggiunto dell’EPPO, secondo la tesi, non risiede esclusivamente nella possibilità di esercitare l’azione penale a livello sovranazionale, ma soprattutto nella capacità di ricostruire in maniera uniforme fenomeni che, osservati da una prospettiva esclusivamente nazionale, apparirebbero frammentati, sconnessi, se non addirittura invisibili.

L’analisi dell’impianto normativo antiriciclaggio europeo evidenzia, peraltro, un limite strutturale: il sistema si fonda su presupposti quali l’esistenza di intermediari regolati e la tracciabilità delle operazioni, mentre i circuiti di underground banking tendono a collocarsi

proprio al di fuori di tale perimetro, operando senza intermediari autorizzati, senza documentazione formale e senza produzione di dati. È in questo scarto strutturale che si inserisce, secondo la tesi, la funzione decisiva della Procura europea.

Le conclusioni: la Procura europea come punto di partenza, non di arrivo

Nelle conclusioni, è stato osservato come la Procura europea non rappresenti il punto di approdo del processo di integrazione europea, ma uno dei più significativi punti di partenza, sottolineando come gli istituti più trasformativi non nascano compiuti, ma si forgino nel tempo attraverso la prassi. La tesi suggerisce, in una prospettiva di rafforzamento mirato e non generalizzato, che la strada non sia tanto quella di allargare il perimetro formale della Procura europea, quanto di aumentarne l’efficacia all’interno del perimetro già esistente, attraverso l’integrazione tecnologica, il raccordo operativo con AMLA e le Financial Intelligence Units, e il consolidamento della funzione conoscitiva dell’EPPO.

Un tema di attualità anche mediatica

Il rilievo pratico del tema affrontato è stato ulteriormente confermato dall’intervista rilasciata dall’autrice, in data 16 giugno 2026, al Tgcom24 su un caso di cronaca strettamente connesso all’oggetto della tesi: la scoperta di una banca-fantasma cinese a Prato, capace di movimentare fino a 100 milioni di euro l’anno tra proventi di traffico di droga e di merci contraffatte o irregolari. Un episodio che conferma, nella pratica investigativa più recente, proprio la centralità e l’attualità del fenomeno dell’underground banking di matrice cinese analizzato nell’elaborato.

Considerazioni finali

Le reti cinesi di underground banking non costituiscono un fenomeno marginale o etnicamente confinato, ma un vero e proprio banco di prova delle capacità dell’Unione europea di affrontare la criminalità economica transnazionale. La tesi conferma, in linea con la riflessione più ampia che anima il dibattito istituzionale ed accademico sul tema, quanto la tenuta del mercato interno e la tutela degli interessi finanziari dell’Unione dipendano sempre più da una risposta sovranazionale coordinata, di cui la Procura europea rappresenta oggi lo strumento più avanzato, seppur ancora perfettibile.

Per un approfondimento

–   C. Milano, I circuiti dell’underground banking tra criminalità finanziaria e tutela delle finanze dell’Unione europea: il ruolo delle reti cinesi e l’azione della Procura europea, Tesi di laurea in Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano Bicocca, Anno Accademico 2025/2026;

–   European Public Prosecutor’s Office, Italy: EPPO uncovers Chinese underground banking network suspected of €113 million VAT fraud, comunicato stampa, 25 ottobre 2024;

–   European Public Prosecutor’s Office, Italy: Up to €71 million frozen in crackdown against Chinese criminal network behind illicit consumer goods imports, comunicato stampa, 5 marzo 2025;

–    European Public Prosecutor’s Office, Investigation ‘Calypso’: EPPO strikes criminal networks flooding EU with fraudulent Chinese imports, comunicato stampa, 26 giugno 2025

–  Tgcom24, Scoperta banca-fantasma, movimentati 100 milioni l’anno tra droga e merci, 15 giugno     2026,   disponibile      online: https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/prato-banca-fantasma-droga-e-merci_113217117-2 02602k.shtml

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