Author: Michele Monopoli
Committee: High School Committee
Date: 30/07/2026
L’intervista di Lorenzo Salazar, Presidente del Comitato europeo per i problemi criminali del Consiglio d’Europa, apre una riflessione sul ruolo della scuola nella difesa della legalità europea e sull’importanza di educare i giovani alla cittadinanza dell’Unione.
L’intervista rilasciata da Lorenzo Salazar a Orizzonte Scuola costituisce uno dei contributi più significativi degli ultimi anni sul rapporto tra sistema scolastico, finanziamenti europei e legalità. Le sue parole offrono una lettura lucida di una realtà che riguarda ormai da vicino tutte le istituzioni scolastiche italiane: la gestione delle ingenti risorse provenienti dai programmi europei, dal PON al Next Generation EU e al PNRR, che hanno trasformato la scuola in uno dei principali destinatari degli investimenti dell’Unione europea.
Mai come oggi dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi, responsabili dei procedimenti e personale amministrativo sono chiamati a operare in un contesto caratterizzato da una crescente complessità normativa e da elevati livelli di responsabilità. La corretta gestione delle risorse europee non rappresenta soltanto un dovere amministrativo, ma costituisce un preciso obbligo nei confronti dell’intera collettività europea.
L’intervista richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: le risorse destinate alla scuola possono diventare oggetto di interessi illeciti. La criminalità economica e organizzata guarda con attenzione ai grandi flussi finanziari europei e tenta di inserirsi nei procedimenti amministrativi attraverso frodi, false rendicontazioni, affidamenti irregolari, società di comodo, sovrafatturazioni e sofisticati meccanismi corruttivi. Ogni irregolarità altera la concorrenza, compromette la trasparenza amministrativa e sottrae risorse preziose agli studenti e alle comunità scolastiche.
In questo scenario assume un ruolo decisivo la Procura Europea (EPPO), istituzione innovativa dell’Unione europea, nata per indagare e perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE. La sua attività rappresenta una delle più concrete espressioni dell’integrazione europea nel settore della giustizia penale. Per la prima volta un organismo sovranazionale è in grado di coordinare indagini oltre i confini nazionali, superando i limiti delle tradizionali forme di cooperazione giudiziaria.
L’azione della Procura Europea non deve essere interpretata come un fattore di sfiducia nei confronti delle scuole, bensì come una garanzia di legalità. Essa tutela chi opera con correttezza e assicura che ogni euro finanziato dall’Unione europea sia realmente destinato ai progetti educativi, all’innovazione didattica, all’inclusione, alla digitalizzazione e al miglioramento degli ambienti di apprendimento.
Il danno provocato dalle frodi ai fondi europei non è soltanto contabile. Ogni risorsa sottratta illegalmente significa meno opportunità formative, minori investimenti per gli studenti, riduzione dei servizi educativi e perdita di fiducia nelle istituzioni. Si tratta di un danno che colpisce direttamente il bilancio dell’Unione europea ma, soprattutto, incide sul futuro dei giovani, ai quali quei finanziamenti erano destinati.
È proprio qui che emerge la dimensione educativa dell’intervista di Salazar. Le sue riflessioni rappresentano un’occasione preziosa per aprire un dialogo con gli studenti sul significato autentico dell’Europa. La legalità europea non è un concetto astratto, ma un insieme di regole e di valori che trovano concreta applicazione nella vita quotidiana delle scuole, delle università, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. L’intervista di Lorenzo Salazar conferma quanto sia necessario investire nell’educazione alla cittadinanza europea. Formare giovani consapevoli del valore delle istituzioni dell’Unione significa costruire una cultura della legalità capace di prevenire la corruzione, contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata e proteggere il patrimonio comune rappresentato dalle risorse europee.
La scuola, oggi più che mai, non è soltanto destinataria dei fondi dell’Unione europea: è il luogo nel quale si formano i cittadini che domani saranno chiamati ad amministrarli, controllarli e difenderli. È da questa consapevolezza che passa il futuro dell’Europa.
Per gli studenti questo significa comprendere che l’Europa non è soltanto un mercato comune o uno spazio senza frontiere, ma una comunità di diritto fondata sulla solidarietà, sulla responsabilità condivisa e sulla tutela del bene comune. Difendere il bilancio europeo significa difendere le opportunità di studio, di crescita e di sviluppo delle nuove generazioni.
Questa consapevolezza è al centro del progetto STEPPO – A Step Forward in EU Integration, promosso dal Centro di Eccellenza Jean Monnet dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che porta nelle scuole la conoscenza della Procura Europea attraverso percorsi formativi innovativi, lezioni interdisciplinari e attività di role play. Gli studenti hanno così la possibilità di confrontarsi con casi concreti, comprendere il funzionamento dell’EPPO e riflettere sul valore della cooperazione giudiziaria europea come strumento di tutela della democrazia e delle risorse comuni.
L’intervista di Lorenzo Salazar, pertanto, non rappresenta soltanto un richiamo alla rigorosa gestione dei finanziamenti comunitari, ma un invito rivolto al mondo della scuola a farsi protagonista di un’autentica educazione alla cittadinanza europea. Solo una generazione che conosce le istituzioni dell’Unione, ne comprende il valore e si riconosce nei principi di legalità, trasparenza e solidarietà potrà contribuire a costruire un’Europa più forte, più giusta e più unita.