Author: Simone Rossitto
Committee: Steppo-Libera: The Civil Society Role Committee
Date: 24/07/2026

L’istituzione della Procura Europea (EPPO), rappresenta il compimento istituzionale di un’intuizione che trent’anni prima fu elaborata da Giovanni Falcone. È fondamentale il passaggio dalla dimensione puramente nazionale della giurisdizione a una sovranazionale, che consiste in un passo avanti necessario per contrastare le evoluzioni della criminalità organizzata.

Il cuore della strategia di Falcone risiedeva nel superamento della frammentazione investigativa. Il magistrato comprese che, per colpire le organizzazioni complesse, era indispensabile seguire i soldi “follow the money”, monitorare, quindi, i flussi finanziari che non si arrestano alle frontiere. Ne consegue la creazione di una rete di scambio costante tra uffici giudiziari, una logica che è oggi la struttura portante dell’EPPO.

Mentre Falcone lavorava per armonizzare le procure siciliane e nazionali, l’EPPO agisce come un ufficio unico che opera simultaneamente in 22 Stati membri, eliminando le tempistiche dilatate delle tradizionali rogatorie internazionali.

Falcone, inoltre, lasciava un monito chiaro: per accelerare questo processo, la risposta giuridica degli Stati deve muoversi alla stessa velocità dei capitali illeciti. Ad oggi EPPO ha competenza sui reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione (frodi IVA, riciclaggio), ambiti in cui il crimine organizzato reinveste i propri proventi, esattamente come osservato da Falcone durante le indagini “Pizza connection”.

Criticità dell’EPPO

Nonostante una Procura Europea sia un passo avanti storico, la sua applicazione pratica si scontra con limiti strutturali che ne depotenziano il “metodo Falcone”.

L’ambito di intervento della Procura Europea è rigidamente vincolato al principio di attribuzione, limitandosi alla tutela degli interessi finanziari dell’Unione (reati PIF), quindi se la condotta organizzata è dedita nello stesso momento traffico di droga e frode sui fondi comunitari, l’indagine si spacca a metà tra Procura Europea e procure nazionali, frammentando ciò che Falcone voleva unito. Sebbene i PED agiscano in veste di magistrati europei, essi sono vincolati all’applicazione dei rispettivi codici di rito nazionali, ne consegue che l’efficacia dell’azione penale e l’incisività degli strumenti di ricerca della prova come intercettazioni o sequestri conservativi rimangono subordinate al grado di evoluzione della legislazione interna. Si assiste così a una profonda asimmetria tra gli standard di contrasto ad alta specializzazione dell’ordinamento italiano e i sistemi processuali di altri Stati membri.

La transnazionalità come difesa della democrazia

Il filo rosso che lega Palermo a Lussemburgo è la tutela dello Stato di Diritto. Falcone non cercava solo la repressione, ma la salvaguardia dell’economia legale. La Procura Europea oggi prosegue questo compito proteggendo il bilancio comunitario dalle infiltrazioni mafiose. EPPO è di fatto la realizzazione del modello idealizzato da Giovanni Falcone

Giovanni Falcone ci insegna a guardare alle radici del metodo investigativo italiano del pool antimafia come punto di riferimento. La Procura Europea non è solo un organo tecnico; è l’eredità vivente di chi ha compreso, con decenni di anticipo, che la giustizia non può permettersi di fermarsi nelle difficoltà dei codici di procedura nazionali.

 

 

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