Author: Alessandro Fabbri
Committee: Art & Cultural Heritage Crimes Committee
Date: 16/06/2026
I beni culturali rappresentano una parte fondamentale della storia e dell’identità europea. Monumenti, opere d’arte, siti archeologici e archivi raccontano il passato dei popoli e aiutano a comprendere le radici comuni dell’Europa. Tuttavia, questi patrimoni sono spesso minacciati da furti, traffici illegali, frodi e utilizzi impropri dei finanziamenti destinati alla loro conservazione.
Il quadro legislativo europeo per la tutela del patrimonio culturale
Secondo il principio della libera circolazione delle merci, anche i beni culturali possono circolare liberamente tra gli Stati membri. Tuttavia, l’articolo 36 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) permette agli Stati di limitare questa libertà per proteggere i “tesori nazionali”: il “patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale”. Inoltre, l’UE ha approvato alcuni importanti regolamenti per contrastare il traffico illecito dei beni culturali. Il Regolamento 116/2009 dell’Unione Europea riguarda l’esportazione dei beni culturali fuori dai confini dell’UE. Il regolamento stabilisce che alcuni beni culturali possono uscire dall’Unione Europea solo con una speciale licenza di esportazione rilasciata dalle autorità nazionali competenti. Le autorità doganali degli Stati membri controllano le esportazioni di beni culturali al di fuori del territorio doganale dell’UE e possono bloccare l’uscita illegale di tali beni. La Direttiva 2014/60/UE riguarda invece la restituzione dei beni culturali che sono stati esportati illegalmente da uno Stato membro dell’UE verso un altro Stato membro dell’Unione. Questa direttiva stabilisce che, se un bene culturale è stato esportato illecitamente dal territorio di uno Stato membro dell’UE verso un altro Stato membro, lo Stato di origine può richiederne la restituzione. La normativa introduce anche regole più severe per chi acquista beni culturali. Il possessore di un bene culturale deve dimostrare di aver verificato con la dovuta diligenza la provenienza dell’oggetto prima dell’acquisto. In mancanza di tale diligenza, potrebbe perdere il bene senza avere diritto a un indennizzo. Il Regolamento 2019/880 dell’Unione Europea riguarda l’importazione dei beni culturali provenienti da Paesi extraeuropei. Molti beni culturali rubati o esportati illegalmente arrivavano in Europa attraverso il mercato internazionale dell’arte. Per alcuni beni considerati più a rischio è necessaria una licenza di importazione rilasciata dalle autorità competenti. Per altri oggetti è richiesta una dichiarazione dell’importatore che confermi la provenienza legale del bene.
Nel 2025 è entrato in funzione il sistema elettronico ICG (Import of Cultural Goods System), una piattaforma digitale europea che permette agli Stati membri di condividere informazioni sulle importazioni e sulle licenze dei beni culturali.
Ruolo di EPPO nella lotta contro i crimini verso i beni culturali
L’EPPO, acronimo di European Public Prosecutor’s Office – Procura Europea, è l’organismo indipendente dell’Unione Europea che ha il compito di indagare e perseguire i crimini che danneggiano gli interessi economici dell’UE. L’EPPO può intervenire coordinando indagini tra diversi Stati membri dell’UE quando emergono reati economici collegati, come frodi fiscali, riciclaggio o utilizzo illecito di finanziamenti europei destinati al restauro di monumenti, musei o siti archeologici. Per esempio, un comune o un ente culturale potrebbe ricevere finanziamenti europei per restaurare un castello storico o valorizzare un’area archeologica. Se durante i controlli emergono fatture false, lavori mai eseguiti o costi gonfiati artificialmente, l’EPPO può aprire un’indagine insieme alle autorità nazionali. La Procura Europea lavora insieme a Europol, Eurojust e alle polizie nazionali specializzate nella protezione dei beni culturali. Le investigazioni spesso coinvolgono più Paesi europei, perché il denaro può essere trasferito all’estero attraverso società fittizie o conti bancari internazionali. In questi casi la Procura Europea coordina magistrati, polizie finanziarie ed esperti informatici per raccogliere prove e bloccare le attività illegali.
L’“Art & Cultural Heritage Crimes Committee” è un gruppo di studio e ricerca collegato al progetto accademico europeo “EPPO and EU Law” (EPPONFI), nato per approfondire il ruolo della Procura Europea nella lotta contro i crimini legati al patrimonio culturale. Il comitato analizza soprattutto traffico illecito di opere d’arte, riciclaggio di denaro, corruzione e uso fraudolento dei fondi europei destinati alla cultura. Il gruppo promuove anche seminari e attività di ricerca sul rapporto tra tecnologia, diritto e tutela del patrimonio culturale. In alcuni incontri è stato discusso come strumenti digitali, archivi elettronici e cooperazione internazionale possano aiutare l’EPPO nelle investigazioni sui beni culturali rubati o esportati illegalmente.