Author: Chiara Milano
Committee: Create Committee
Date: 23/04/2026
Da una lettura comparata degli ultimi due report annuali della Procura europea è possibile cogliere un dato molto netto: nel 2025 il quadro italiano è peggiorato sensibilmente, sia in termini di volume dei casi sia in termini di danno economico stimato. Nel Report 2024, infatti, per l’Italia, risultavano 698 segnalazioni ricevute, 458 indagini aperte, 764 indagini attive e un danno totale stimato di 7,05 miliardi di euro[1]. Nel Report 2025 si è passati a 792 segnalazioni, 635 casi aperti, 991 casi attivi e soprattutto a un danno totale stimato di 28,71 miliardi di euro[2].
Si tratta di una crescita importante. Le segnalazioni ricevute sono aumentate da 698 a 792, ossia di 94 unità (circa +13,5%). I casi aperti sono cresciuti da 458 a 635, cioè di 177 unità, che, in valore percentuale, rappresenta un aumento di circa il 38,6%. Per quanto concerne i casi attivi, questi sono passati da 764 a 991, con un incremento di 227 casi (circa +29,7%). Il salto più impressionante riguarda però il danno stimato complessivo, che è salito da 7,05 miliardi a 28,71 miliardi di euro: un aumento di 21,66 miliardi, pari a oltre il +307%.
Anche gli indicatori di operatività giudiziaria mostrano una crescita. Le imputazioni in Italia sono passate da 104 nel 2024 a 124 nel 2025. Sono cresciuti anche i casi transfrontalieri attivi, da 200 a 240, mentre i provvedimenti di congelamento emessi sono diminuiti in valore, passando da 1,8 miliardi nel 2024 a 370,65 milioni nel 2025. È diminuito anche il valore dei beni congelati, da 605,3 milioni a 59,74 milioni[3]. Ciò implica che nel 2025 il carico investigativo e il danno potenziale sono stati molto più elevati rispetto all’anno precedente, ma non vi sia stato un corrispondente aumento nel valore dei beni effettivamente bloccati nel corso dell’anno.
Un altro dato fondamentale riguarda le frodi sul gettivo, in particolare IVA e dogane. Nel 2024 l’Italia contava 149 casi attivi di frodi IVA, con un danno totale stimato di 4,65 miliardi di euro. Nel 2025 i casi di revenue fraud sono saliti a 310, con un danno stimato di 225,83 miliardi di euro[4]. Dunque, i casi sono più che raddoppiati e il danno economico è cresciuto in maniera enorme.
Per quanto concerne le tipologie di frodi prevalenti[5], nel 2024, per l’Italia, la categoria più numerosa era quella delle frodi connesse alle spese non relative ad appalti, con 879 reati, parti al 33,55% del totale rilevato; seguivano le frodi a danno del gettito IVA, con 715 reati. Di minore portata risultavano le frodi a danno del gettito non IVA, così come la partecipazione a organizzazione criminale (157), il riciclaggio (131), la frode connessa alle spese relative ad appalti (53), la corruzione (51) e l’appropriazione indebita (12)[6].
Nel 2025 il panorama resta dominato dalle frodi non legate agli appalti, che sono salite a 600 reati e rappresentano il 60,54% del totale censito nella tabella italiana. Al secondo posto compaiono i casi di frode sul gettito, con 310 e una quota del 31,28%. Seguono i reati indissolubilmente connessi (243), le frodi negli appalti (63), la corruzione (24) e l’appropriazione indebita (16). Anche qui emerge che le frodi più rilevanti per l’Italia ruotino attorno a due assi principali: spesa non-appalti e frodi sul gettito, soprattutto IVA e dogane[7].
Spostandosi dai reati ai fondi maggiormente colpiti, il cambiamento più significativo lo si trova nel Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility). Già nel 2024, tra le indagini attive sulle frodi relative a finanziamenti, il fondo più colpito in Italia era il comparto della ripresa e resilienza, con 228 casi. Nel 2025 il peso è divenuto ancora più evidente: i Recovery and resilience programmes sono arrivati a 331 casi, confermandosi di gran lunga il segmento più colpito. Dopo di essi compaiono i programmi agricoli e di sviluppo rurale, con 147 casi, gli altri programmi/casi dubbi e i programmi di sviluppo regionale e urbano.
Dunque, nel 2025 l’Italia non ha mostrato solo un aumento quantitativo dei casi, ma una concentrazione crescente del rischio su due fondi strategici. Da un lato, le frodi sul gettito, in particolare IVA e dogane, che generano la quota più alta del danno economico. Dall’altro, le frodi sui fondi di spesa, con una netta centralità dei fondi RRF/Next Generation EU e, in seconda istanza, dei fondi agricoli.
Il collegamento tra questi dati e la criminalità organizzata non è marginale. Il Report 2024 richiama, tra i casi italiani, l’indagine “Moby Dick”, condotta dagli uffici EPPO di Milano e Palermo, relativa a una frode carosello IVA da oltre 520 milioni di euro, con 43 indagati raggiunti da misure cautelari, centinaia di perquisizioni in più Paesi e sequestri molto ingenti anche in Italia[8]. Nel Report 2025, invece, appare, tra gli esempi italiani, l’indagine “Fuel family”, condotta dagli uffici EPPo di Napoli e Bologna, relativa a una frode IVA nel commercio dei carburanti da 260 milioni di euro, con ramificazioni in Italia e all’estero e profili anche di riciclaggio[9]. Questi esempi aiutano a leggere i numeri complessivi: l’aumento dei casi italiani non è soltanto amministrativo o statistico, bensì riflette la crescente esposizione del sistema a frodi complesse, transnazionali e spesso organizzate.
[1] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2024, Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2025, p. 36.
[2] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025, Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2026, p. 32. .
[3] Cfr. European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2024, p. 36 e European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025, p. 32.
[4] Ibidem.
[5] Per capire quali siano le tipologie di frodi prevalenti, occorre fare una precisazione metodologica importante: le tabelle dei report non misurano solo i casi, ma anche il numero di reati contenuti nei casi attivi. Ciò implica che uno stesso fascicolo possa contenere anche più reati.
[6] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2024, cit. p. 37.
[7] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025, cit. p. 33.
[8] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2024, cit., p. 68.
[9] European Public Prosecutor’s Office, Annual Report 2025, cit., p. 62.