Author: Michele Monopoli
Committee: Media Committee
Date: 27/03/2026

Il Rapporto annuale 2025 della Procura Europea (EPPO) rappresenta molto più di un bilancio di attività giudiziaria. È una radiografia avanzata delle trasformazioni della criminalità economica in Europa e, allo stesso tempo, un test di maturità per l’architettura istituzionale dell’Unione. Il Rapporto annuale 2025 della Procura Europea (EPPO) restituisce un quadro che va ben oltre la dimensione statistica del fenomeno fraudolento. I numeri mostrano non solo l’ampiezza delle frodi che colpiscono il bilancio dell’Unione, ma soprattutto la trasformazione strutturale della risposta istituzionale europea alla criminalità economica transnazionale.

Alla fine del 2025 l’EPPO indagava su 3.602 casi attivi, con un incremento del 35% rispetto al 2024, e un danno stimato complessivo pari a 67,27 miliardi di euro, quasi tre volte superiore a quello dell’anno precedente. Si tratta di un salto dimensionale che impone una riflessione non solo repressiva, ma anche politica e sistemica.

I dati chiave: frodi fiscali e frodi sulla spesa

L’analisi dei dati rivela una netta asimmetria tra numero di casi e impatto economico:

  • Frodi IVA e doganali:
    • 981 indagini attive (27% del totale)
    • 45,01 miliardi di euro di danno stimato, pari a circa il 67% del danno complessivo

Questo squilibrio indica un fenomeno strutturale: le frodi IVA e doganali sono diventate un’industria criminale ad alta redditività e a rischio relativamente basso, spesso integrata con altre attività illecite o addirittura sostitutiva dei traffici tradizionali (droga, armi, contraffazione).

  • Frodi sulla spesa UE (fondi, sussidi, aiuti):
    • 2.450 indagini (68% del totale)
    • 18,67 miliardi di euro di danno stimato (27%)

Particolarmente rilevante è l’aumento dei casi legati al Recovery and Resilience Facility, strumento centrale di NextGenerationEU: 512 indagini attive, con un incremento del 66,7% rispetto al 2024.

Considerato l’elevato volume di pagamenti previsto entro il 2026, il rischio di frode e corruzione resta strutturalmente elevato.

Un cambio di paradigma: la dimensione transnazionale del crimine

Il Rapporto segnala un dato di particolare rilevanza strategica: le frodi IVA e doganali stanno rimodellando l’ecosistema della criminalità organizzata europea.

Un’altra implicazione cruciale riguarda le frodi IVA transfrontaliere (carousel fraud), che rappresentano la quota economicamente più rilevante del danno stimato.

Questi fenomeni sfruttano la frammentazione fiscale europea, operano su catene societarie multi-giurisdizionali, generano perdite miliardarie difficilmente intercettabili da singoli Stati.

Senza un’autorità investigativa sovranazionale, tali schemi resterebbero strutturalmente difficili da contrastare.

In questo senso, l’EPPO sta agendo non solo come organo repressivo, ma come strumento di stabilizzazione del mercato unico, incidendo indirettamente anche sulla concorrenza leale tra imprese.

Secondo l’EPPO, queste attività garantiscono profitti elevatissimi a fronte di rischi relativamente bassi, inducendo gruppi criminali a:

  • integrare frodi fiscali con traffici illeciti tradizionali;
  • utilizzare il commercio di beni legali come veicolo di attività criminali;
  • sfruttare catene societarie e logistiche transnazionali difficilmente intercettabili a livello nazionale.

Particolarmente allarmante è il ruolo di reti criminali organizzate su larga scala, incluse strutture con forte influenza extraeuropea, che operano sulle importazioni da Paesi terzi.

Implicazioni istituzionali: perché la Procura europea è centrale

In questo contesto, la Procura Europea rappresenta un passaggio istituzionale senza precedenti:
è il primo organo dell’Unione con poteri diretti di indagine, azione penale e rinvio a giudizio per i reati che ledono gli interessi finanziari UE.

Nel solo 2025:

  • 275 rinvii a giudizio (+34%)
  • 1.438 persone incriminate
  • tasso di condanna vicino al 95%
  • 1,13 miliardi di euro in ordini di congelamento, con 288,93 milioni di beni effettivamente congelati

Questi dati dimostrano che l’EPPO non è un organismo di mero coordinamento, ma un attore giudiziario operativo, capace di incidere concretamente sul contrasto alle frodi transnazionali.

L’EPPO è oggi l’unica autorità dell’UE che esercita direttamente l’azione penale per la tutela degli interessi finanziari europei. Non coordina soltanto: indaga, accusa e porta a giudizio.

Questo ha almeno tre implicazioni istituzionali fondamentali:

1.     rafforza la credibilità del bilancio europeo, soprattutto in un’epoca di debito comune legato a NextGenerationEU;

2.     riduce le asimmetrie investigative tra Stati membri;

3.     introduce una forma concreta di sovranità giudiziaria condivisa, senza revisione dei Trattati.

In questo senso, l’EPPO è uno dei più avanzati esperimenti di integrazione europea realizzati finora.

Tuttavia la Procura Europea non può sostituire controlli amministrativi preventivi, sistemi di audit nazionali efficaci, meccanismi di trasparenza nella spesa pubblica. Senza un rafforzamento parallelo della prevenzione, l’azione penale rischia di intervenire sempre ex-post, quando il danno è giù prodotto.

 

Le criticità operative: risorse, competenze, recupero

Accanto ai risultati, il rapporto evidenzia alcune criticità strutturali:

·       Squilibrio tra carico di lavoro e risorse disponibili, soprattutto per i procuratori europei delegati e soprattutto di fronte all’esplosione delle frodi IVA.

·       Partecipazione non universale di tutti gli Stati membri, che crea potenziali “zone franche” per le reti criminali.

·       Limiti di competenza materiale, che non sempre consentono una risposta unitaria a organizzazioni criminali multifunzionali.

·       Divario tra danno stimato e recupero effettivo delle somme, vero banco di prova della deterrenza, che evidenzia la difficoltà nel recupero effettivo delle somme, ancora largamente inferiore al danno stimato.

  • Elevata complessità investigativa, dovuta a reti criminali multilivello che operano oltre i confini nazionali.

Il rischio è che l’efficacia repressiva non sia sostenibile nel lungo periodo senza un rafforzamento strutturale dell’EPPO.

Il ruolo dell’Italia nello scenario europeo

In questo quadro, l’Italia occupa una posizione centrale:

  • è tra i principali beneficiari dei fondi UE;
  • è uno dei Paesi con il maggior numero di indagini EPPO;
  • dispone di una tradizione investigativa avanzata in materia economico-finanziaria.

L’elevato numero di casi non indica solo una maggiore esposizione al rischio, ma anche una maggiore capacità di individuazione e collaborazione investigativa. L’Italia, di fatto, rappresenta uno dei principali laboratori applicativi dell’azione della Procura europea.

Il contributo dei cittadini: un fattore decisivo

Un dato spesso sottovalutato riguarda le segnalazioni di reato.

Nel 2025 l’EPPO ha ricevuto 6.966 denunce, con un aumento del 6%. Di queste:

  • 4.629 provengono da privati cittadini
  • 2.107 da autorità nazionali
  • solo 143 dalle istituzioni UE

La maggior parte proviene da privati cittadini e autorità nazionali, mentre resta ancora limitato il contributo delle istituzioni UE.

Questo dimostra due aspetti cruciali:

·       cresce la consapevolezza pubblica dell’esistenza e del ruolo dell’EPPO;

·       i cittadini sono un moltiplicatore essenziale di capacità investigativa, soprattutto nei reati complessi e transnazionali.

La partecipazione dei cittadini dimostra che la fiducia nella Procura europea sta crescendo e che l’emersione delle frodi non è solo il risultato dell’azione repressiva, ma anche della consapevolezza civica. La partecipazione civica diventa così parte integrante della tutela del bilancio europeo.

Come sottolineato dalla Procuratrice capo europea Laura Kövesi, la giustizia europea diventa concreta quando è percepita come al servizio dei cittadini.

Scenari futuri: rafforzare o arretrare?

Dal Rapporto EPPO 2025 emergono tre possibili scenari:

1.     Rafforzamento progressivo dell’EPPO, con più risorse, competenze ampliate e maggiore adesione degli Stati membri.

2.     Stabilizzazione dell’attuale modello, efficace ma strutturalmente sotto pressione, accettando il rischio che la criminalità transnazionale continui a sfruttare le asimmetrie istituzionali europee.

3.     Rischio di sovraccarico, se l’aumento dei fondi e delle frodi non sarà accompagnato da un adeguato salto istituzionale.

Nel contesto di una criminalità sempre più transnazionale, solo il primo scenario appare sostenibile nel medio-lungo periodo.

Il contrasto alle frodi non è più solo una questione di legalità contabile: è una condizione di sicurezza economica, credibilità finanziaria e legittimazione politica dell’Unione europea. L’Eppo non è il punto di arrivo dell’integrazione penale europea. E’ piuttosto un cantiere aperto. E come ogni cantiere istituzionale, la sua solidità dipenderà non solo dalla qualità tecnica delle indagini, ma dalla volontà politica degli Stati membri di rafforzarne davvero strumenti e legittimazione.

 

Conclusione

Il Rapporto EPPO 2025 dimostra che la criminalità economica opera ormai su scala industriale e transnazionale. La risposta non può essere il ritorno ai confini nazionali, ma il rafforzamento degli strumenti comuni. La Procura europea non è più un esperimento: è un pilastro. Rafforzarla significa proteggere le risorse comuni, il debito condiviso e, in ultima analisi, la fiducia dei cittadini nel progetto europeo.

La risposta non può che essere altrettanto integrata.

Rafforzare la Procura Europea significa:

  • proteggere il bilancio UE,
  • difendere il debito comune,
  • garantire concorrenza leale,
  • e coinvolgere attivamente cittadini e Stati membri.

In questo processo, l’Italia non è un’anomalia, ma uno snodo centrale.
E i cittadini non sono spettatori, ma attori essenziali dell’emersione dei reati europei. Ed è proprio dai cittadini, sempre più coinvolti nell’emersione dei reati, che passa una parte decisiva di questa sfida.

La vera notizia, dunque, non è che le frodi emergono.

È che esiste finalmente un’istituzione in grado di intercettarle con strumenti adeguati alla loro natura transnazionale.

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