Author: Fabrizio Capecelatro
Committee: Media Committee
Date: 20/03/2026

‘‘Quando ho lasciato la Procura antidroga dopo 15 anni, i colleghi mi chiedevano perplessi «Ma Ignacio, ora passi alle frode sull’Iva?». Come a dire: «Beh, ti hanno spostato dal crimine organizzato legato alla droga e alla cocaina alle frodi sull’IVA»”. A rivelarlo, durante l’ultimo incontro organizzato dal centro di eccellenza Steppo, presso l’università Bicocca di Milano, è stato il procuratore europeo delegato per la Spagna, Ignacio de Lucas Martin.

 

Per questo, secondo il procuratore, “è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica sul lavoro che svolgiamo, sui reati che perseguiamo e sull’importanza di tali reati. Va spiegato che quando c’è una frode sulle tasse o una frode doganale, il denaro non entra nell’Unione Europea. Pertanto, c’è un danno per il denaro di tutti i cittadini e per il bilancio dell’Unione Europea che, in ultima analisi, è destinato a favorire proprio i cittadini.

 

L’importanza di divulgare l’attività della procura europea, anche nel contrasto alla criminalità organizzata, è stato infatti uno dei passaggi più importanti dell’incontro che ho avuto la possibilità di moderare. Chiacchierando con il procuratore Martin abbiamo quindi evidenziato come la organizzazioni criminali, soprattutto quelle di tipo mafioso, abbiano sviluppato una rete di contatti e collaborazione fra di loro tanto che oggi è più corretto parlare direttamente di “criminalità organizzata transnazionale”. Una definizione che ben spiega come, oggi, le mafie vadano oltre i confini politici di un Paese.

 

Per questo è necessario che anche la lotta alla criminalità organizzata sia transanazionale: non solo a livello europeo, su cui già opera – almeno per le proprie aree di competenza – la Procura europea, ma anche tramite la collaborazione fra le istituzioni di diversi Paesi extraeuropei. Molte dei traffici illeciti delle organizzazioni criminali hanno infatti confini ben più ampi dell’Europa. Si pensi, banalmente, al traffico internazionale di stupefacenti che solitamente coinvolge anche il Sud America. Dove, peraltro, il procuratore Martin ha operato a lungo.

 

Il problema, però, soprattutto a livello extraeuropeo è che la forte instabilità geopolitica di questi anni sta rendendo il lavoro della magistratura antimafia sempre più complicato. “Possiamo concepire le organizzazioni criminali da un punto di vista limitato all’ottenimento di un profitto economico. Ma questa è la concezione tradizionale e forse anche superata. Va tenuto in considerazione anche il tema della sicurezza e quello della cultura della legalità”. E anche in questo la Procura europea e centri d’eccellenza come Steppo possono fare tanto.

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