Author: Giovanni Negrini
Committee: Judicial Bodies Committee
Date: 27/01/2026
L’istituzione del Procuratore Europeo ha segnato una tappa fondamentale nel rafforzamento dello spazio giudiziario europeo. Per la prima volta, un organo sovranazionale esercita poteri investigativi e di accusa direttamente all’interno degli Stati membri, in materia di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione. L’introduzione dell’EPPO risponde all’esigenza di superare i limiti dei tradizionali strumenti di cooperazione giudiziaria, spesso caratterizzati da frammentarietà e lentezza, rafforzando la capacità dell’Unione di contrastare efficacemente forme di criminalità economica e finanziaria a dimensione transnazionale. In questo scenario, il Judicial Bodies Committee si colloca come un’iniziativa interna al progetto Steppo, la cui attività si è finora prevalentemente concentrata nella raccolta e analisi della giurisprudenza in materia di fondi dell’Unione europea e tale attività si inserisce nell’obiettivo più ampio del progetto di monitorare e documentare l’evoluzione della prassi giudiziaria relativa alla tutela degli interessi finanziari dell’Unione, offrendo una base conoscitiva comune a supporto dell’analisi giuridica.
Il contributo del comitato si inserisce in una dimensione di supporto conoscitivo, volto a contribuire allo studio delle modalità applicative del Regolamento EPPO nei diversi ordinamenti nazionali. Attraverso l’esame delle decisioni adottate dai giudici nazionali, tale attività consente di mettere in luce criticità ricorrenti, soluzioni interpretative e differenze applicative, senza incidere direttamente sulle dinamiche operative dei procedimenti.
Le differenze tra i sistemi giudiziari nazionali europei restano profonde: modelli di indagine, regole probatorie e ruoli delle autorità giudiziarie variano da paese a paese. Tali differenze si riflettono inevitabilmente sull’attuazione concreta del diritto dell’Unione e sull’operatività dell’EPPO, rendendo particolarmente rilevante l’analisi comparata delle risposte giudiziarie fornite nei diversi contesti nazionali. In tale contesto, la sistematizzazione della giurisprudenza consente di evidenziare come tali differenze incidano sull’attuazione concreta del diritto dell’Unione, offrendo un quadro comparato delle soluzioni adottate dai giudici nazionali nei procedimenti avviati dall’EPPO.
Uno degli aspetti più delicati dell’attività dell’EPPO riguarda l’interazione con i tribunali nazionali. Ogni misura investigativa proposta dai procuratori europei deve essere autorizzata o convalidata da un giudice nazionale competente. Ciò implica la necessità di un dialogo fondato sulla conoscenza delle rispettive competenze e sul rispetto delle procedure interne, dialogo che si sviluppa attraverso i meccanismi formalmente previsti dal Regolamento istitutivo e dalle normative nazionali. In questo quadro, l’analisi delle esperienze giurisprudenziali maturate nei diversi Stati membri rappresenta uno strumento utile per comprendere gli orientamenti interpretativi emergenti, senza tuttavia configurare una funzione di coordinamento operativo.
Un caso emblematico dell’azione dell’EPPO è rappresentato dall’operazione “Goliath”, condotta dalla sede EPPO di Amburgo, con il supporto di Europol, delle agenzie fiscali tedesche e di diverse forze di polizia. L’indagine ha riguardato un’organizzazione criminale internazionale sospettata di una frode IVA
per un valore complessivo di 85 milioni di euro. Il gruppo era attivo nel commercio internazionale di prodotti elettronici, in particolare AirPods, attraverso una complessa catena fraudolenta basata su società costituite in Germania, in altri Stati membri dell’Unione europea e in Paesi terzi.
Gli indagati operavano mediante il meccanismo dei cosiddetti “missing traders”, che si rendevano irreperibili senza adempiere agli obblighi fiscali, mentre altre società richiedevano il rimborso dell’IVA alle autorità fiscali nazionali. I proventi illeciti venivano successivamente riciclati attraverso una società con sede a Dortmund, collegata a una società ungherese anch’essa indagata per evasione fiscale. Nel corso di un’azione coordinata furono eseguite numerose perquisizioni e altre misure investigative negli otto Stati coinvolti, con il sequestro di circa milleottocento AirPods, denaro contante, due auto di lusso per un valore complessivo di 550.000 euro e un orologio di elevato valore, oltre al rinvenimento di un jammer utilizzato per ostacolare le comunicazioni delle forze di polizia.
L’esperienza dell’operazione “Goliath” dimostra come l’efficacia dell’azione dell’EPPO dipenda principalmente dal corretto funzionamento dei meccanismi di cooperazione giudiziaria previsti dall’ordinamento europeo e dalla capacità delle autorità nazionali di garantire una risposta tempestiva e coerente alle richieste investigative, confermando il ruolo centrale delle strutture istituzionali previste dal Regolamento.
L’attività del Judicial Bodies Committee, limitata alla raccolta e analisi della giurisprudenza, contribuisce indirettamente a una maggiore consapevolezza delle prassi applicative e delle criticità comuni, favorendo una riflessione condivisa sull’attuazione del diritto penale europeo in materia di tutela degli interessi finanziari dell’Unione. In tale prospettiva, il Comitato rappresenta uno strumento di supporto conoscitivo interno al progetto Steppo, distinto dalle funzioni di cooperazione giudiziaria e di coordinamento istituzionale che spettano agli organi formalmente previsti dal sistema EPPO, consentendo una più corretta collocazione del suo ruolo all’interno dell’architettura complessiva della giustizia penale europea.