Author: Martina Caminiti; Giorgia Messa.
Committee: Banking, insurance and financial Committee
Date: 26/10/2025
Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha intensificato il proprio impegno nella lotta contro i reati economici che minacciano la corretta gestione del suo bilancio. Questa crescente attenzione nasce dalla consapevolezza che proteggere i fondi europei, destinati a settori fondamentali come sanità, istruzione, ambiente e infrastrutture, significa tutelare concretamente il benessere dei cittadini europei. In questo contesto si inserisce un’importante innovazione istituzionale: la creazione della Procura Europea (EPPO), un organo indipendente nato con il Regolamento (UE) 2017/1939[1], con il compito di indagare, perseguire e processare chi commette reati che danneggiano il bilancio dell’Unione.
La Procura Europea rappresenta un passo avanti rispetto al passato, quando i reati contro gli interessi finanziari dell’UE venivano gestiti esclusivamente dalle autorità giudiziarie nazionali, spesso con difficoltà di coordinamento tra i diversi Stati. Oggi, l’EPPO può operare in modo uniforme nei 24 Paesi membri, tra cui l’Italia, per affrontare frodi ai fondi europei, casi di corruzione, frodi IVA transfrontaliere e riciclaggio di denaro.
Tuttavia, la Procura Europea non può agire da sola. Per essere realmente efficace, ha bisogno del supporto di un alleato fondamentale: il sistema finanziario. Quest’ultimo, composto da banche, assicurazioni, istituti di credito e autorità di vigilanza, svolge un ruolo essenziale nel monitoraggio dei flussi di denaro e nella segnalazione di attività sospette. Grazie alla Direttiva UE 2015/849[2] relativa alla prevenzione dell’uso del flusso finanziario ai fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, il sistema finanziario è obbligato a segnalare movimenti finanziari anomali, contribuendo così a scoprire e prevenire reati finanziari.
Il sistema finanziario agisce quindi come una sorta di sentinella, in grado di individuare potenziali frodi e collaborare con le autorità giudiziarie, fornendo dati, documenti e tracciamenti dei flussi di denaro. Inoltre, attraverso l’adozione di sistemi di compliance, può prevenire comportamenti illeciti all’interno delle stesse istituzioni finanziarie.
Un esempio concreto dell’efficacia di questa collaborazione è rappresentato dalla gestione dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), finanziato in larga parte con risorse europee.
La Procura europea (Eppo) ha rivelato che l’Italia ha occupato un triste primato nel numero di indagini per frodi fiscali nel 2023, rappresentando quasi la metà di tutte le indagini svolte. Su 1.371 indagini aperte nell’UE, 556 sono legate a reati italiani, con un valore di 6,02 miliardi di euro.[3] Grazie alla cooperazione tra banche e autorità giudiziarie, è stato possibile bloccare diverse operazioni sospette e recuperare fondi che altrimenti sarebbero stati sottratti illegalmente. In questo caso, i dati bancari si sono rivelati decisivi per l’esito delle indagini.
Nonostante i progressi compiuti, esistono ancora molte sfide da affrontare. È necessario migliorare la condivisione di dati tra Stati membri attraverso piattaforme sicure e rapide, potenziare la formazione di esperti in finanza e diritto europeo, e sfruttare le nuove tecnologie – come l’intelligenza artificiale – per individuare schemi ricorrenti di frode in modo più efficiente e tempestivo.
Per proteggere i fondi europei occorre un impegno etico e civico che riguarda tutti. Ogni euro sottratto illegalmente è un euro in meno per servizi fondamentali e per la crescita dell’intera comunità europea. La Procura europea rappresenta un grande passo avanti in questa direzione ma il suo successo dipende dalla collaborazione attiva del sistema finanziario e dalla partecipazione consapevole dei cittadini, soprattutto dei più giovani. Solo con uno sforzo comune possiamo costruire un’Unione Europa più giusta, trasparente ed efficiente.
[1] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32017R1939
[2] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015L0849