Author: Filippo Corti, Luna Mandruzzato, Francesco Sala, Beatrice Sironi,
Francesca Tanzi (IISS “M.K. GANDHI” – Besana in Brianza)
Committee: Law Enforcement Agencies Committee
Date: 25/07/2025
Il contrabbando rappresenta una attività illecita consistente nell’importare o esportare merci in violazione delle disposizioni e delle leggi doganali applicabili, al fine di eludere il pagamento di dazi, imposte o di introdurre beni vietati o soggetti a restrizioni[1].
Si tratta di un reato che può compiersi attraverso diverse modalità, tra cui dichiarazioni false circa l’origine delle merci, l’uso di documentazione fraudolenta o l’introduzione clandestina di beni nel territorio dell’Unione Europea.
In Italia la recente riforma doganale, introdotta dal Decreto Legislativo n. 141/2024, ha apportato significative modifiche al quadro normativo in materia di contrabbando al fine di allinearsi maggiormente con le normative europee del settore. La riforma, in particolare ha portato all’introduzione di due sole fattispecie di contrabbando (contrabbando per omessa dichiarazione e contrabbando per dichiarazione infedele) le quali assumono rilevanza penale nel solo caso in cui il danno economico cagionato, rappresentato dai mancati diritti di confine dovuti, superi i 10.000 euro; soglia al di sotto della quale si configura un illecito amministrativo.
La Direttiva (UE) 2017/1371 , nota come direttiva PIF, individua tra diversi reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione e dunque tra quelli rientranti nella competenza della Procura Europea le frodi a danno del gettito non IVA, le quali si specificano nella condotta di chi “ utilizza o presenta dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o incompleti, cui consegua la diminuzione illegittima delle risorse del bilancio dell’Unione o dei bilanci gestiti da quest’ultima o per suo conto; e di chi omette la comunicazione di un’informazione in violazione di un obbligo specifico, cui consegua lo stesso effetto”[2]. Si tratta di condotte costituenti, in altre parole, fattispecie di “contrabbando”. La direttiva chiarisce altresì che la frode, oltre i 100.000 euro deve considerarsi considerevole, motivo per cui le uniche sanzioni possibili per le persone fisiche coinvolte devono essere di natura penale[3].
Anche in questo contesto deve ricordarsi che EPPO gioca un ruolo fondamentale nel coordinare le indagini tra Stati membri, assicurando che i responsabili siano perseguiti e che le entrate perse vengano recuperate, proteggendo così il bilancio dell’UE e garantendo una concorrenza leale nel mercato interno.
Significativa è stata l’operazione di novembre 2021 nota come “Blue Wave”, la quale ha riguardato un caso di contrabbando gestito da EPPO, nei primissimi mesi del suo mandato, in collaborazione con la Guardia di Finanza Italiana. L’indagine ha portato allo smantellamento di due organizzazioni criminali transnazionali dedite al contrabbando di sigarette provenienti dal Nord Africa[4].
Nello specifico la prima organizzazione, con base operativa nella provincia di Trapani e collegamenti in Tunisia, si occupava dell’approvvigionamento delle sigarette di contrabbando e dell’organizzazione delle spedizioni illecite via mare, mentre la seconda operante nel palermitano, acquistava all’ingrosso le sigarette introdotte illegalmente e le distribuiva nel mercato locale attraverso una rete di rivenditori. Le indagini, avviate nel 2019, hanno portato all’arresto in flagranza di 36 contrabbandieri, al sequestro di 23 tonnellate di sigarette, 10 imbarcazioni e 170.000 euro in contanti. Il valore di mercato delle sigarette sequestrate è stimato in oltre 3,5 milioni di euro, con un danno economico per l’Unione Europea e l’Erario nazionale superiore a 6 milioni di euro.
La Guardia di Finanza italiana ha svolto un ruolo cruciale in questa operazione, conducendo indagini approfondite e collaborando strettamente con EPPO. Il Corpo, altamente specializzato nel settore economico-finanziario è responsabile oltre che per la tutela degli interessi finanziari nazionali, anche di quelli dell’UE, preziosa è infatti la sua attività di prevenzione, accertamento e repressione delle frodi e dei reati economico-finanziari.
L’azione della Procura Europea per il contrasto del contrabbando
L’attività dell’EPPO ha registrato un significativo incremento tra il 2023 e il 2024, evidenziando un impegno crescente nella lotta contro i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea[5].
In particolare l’azione della Procura Europea nel contrasto al contrabbando – una delle forme principali di frodi a danno del gettito non IVA – si è, durante questo periodo, intensificata, sia in termini di attività investigativa sia di danno economico individuato.
Nel report del 2023 risultavano 90 indagini attive relative al contrabbando, con un danno stimato pari a 120,3 milioni di euro. L’Italia figurava tra gli Stati membri con il maggior numero di procedimenti aperti, anche grazie alla stretta collaborazione tra l’EPPO e la Guardia di Finanza, che, come forza di polizia economico-finanziaria, gioca un ruolo essenziale nel rilevamento delle condotte fraudolente e nella raccolta di prove a livello nazionale.
Nel report del 2024 a testimonianza di come il contrabbando sia un fenomeno in espansione, soprattutto nelle aree di confine e nei porti commerciali, si è registrato un ulteriore aumento delle indagini: 116 casi attivi, con un danno stimato di 154,1 milioni di euro.
La crescita dei casi e dei danni economici riflette, da un lato, la maggiore efficacia operativa di EPPO, che grazie alla cooperazione con le autorità nazionali è in grado di individuare e perseguire le frodi in maniera più coordinata e tempestiva; dall’altro lato, segnala anche una persistente vulnerabilità del sistema doganale europeo, aggravata da fenomeni criminali sempre più strutturati e transnazionali.
L’Italia, in particolare, continua a essere una delle nazioni in cui il contrabbando comporta danni significativi per il bilancio dell’UE. L’operazione “Blue Wave” ne è un esempio paradigmatico: 23 tonnellate di sigarette introdotte illegalmente, per un danno superiore a 6 milioni di euro.
Il confronto tra i due anni dimostra come, pur a fronte di un’intensificazione dell’azione repressiva, la sfida del contrabbando richieda un potenziamento ulteriore delle risorse dell’EPPO e una sempre più stretta integrazione con le autorità investigative nazionali. Solo attraverso un approccio europeo coordinato è possibile fronteggiare un reato che danneggia profondamente gli interessi finanziari comuni.
[1] Nell’ottobre 2024 sono entrate in vigore le Disposizioni Nazionali Complementari al Codice Doganale dell’Unione, introdotte dal D.LGS 141/2024; tale testo abroga e sostituisce il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale (TULD), approvato con il DPR 43/1973, e numerose altre leggi speciali, riorganizzando il quadro di riferimento al fine di adeguare la normativa nazionale a quella europea.
[2] Si veda articolo 3, par. 2, lett. C della Direttiva (UE) 2017/1371
[3] Si veda articolo 7, par 3 e 4, della Direttiva (UE) 2017/1371
[4] https://www.reportdifesa.it/guardia-di-finanza-a-palermo-operazione-blue-wave-la-procura-europea-emette-13-ordini-di-arresto-per-contrabbando-di-sigarette/
[5] Si consultino i report sull’attività di EPPO, https://www.eppo.europa.eu/sites/default/files/2024-06/EPPO%20Annual%20Report%202023%20PDF_IT.pdf (2023), https://www.eppo.europa.eu/sites/default/files/2024-06/EPPO%20Annual%20Report%202023%20PDF_IT.pdf (2024)