Author: Avv. Andrea Guarnaschelli
Committee: Criminal Lawyers Committee
Date: 24/02/2026

Ebbene sì, finalmente ci siamo.

Nel solco di un’ormai consolidata tradizione, manca ormai davvero poco all’inizio del quinto ciclo di incontri organizzati dal Centro di Eccellenza “Jean Monnet” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca avente ad oggetto le attività investigative della Procura Europea.

Da lunedì 23 febbraio, infatti, il Corso “EPPO and EU Law: a step forward in integration” prenderà ufficialmente in via, e, come di consueto, il programma si prospetta particolarmente ampio e variegato, e si concluderà con la classica conferenza finale del 15 aprile, alla quale prenderanno parte diversi relatori facenti di spicco, tra cui magistrati, esponenti delle Forze dell’Ordine e della Guardia di Finanza, rappresentanti delle Istituzioni, membri della Pubblica Amministrazione ed operatori del settore giuridico-economico.

Numerosissime anche quest’anno le adesioni da parte di professionisti (avvocati, commercialisti, ufficiali e funzionari della Guardia di Finanza, agenti immobiliari, professionisti del settore economico-finanziario) e studenti, sia universitari che liceali, segno tangibile della bontà del progetto, il quale è stato, anche questa volta, premiato dai vari Ordini professionali e dagli Enti preposti alla formazione ordinistica con il riconoscimento di un numero significativo di crediti.

Tra le principali novità un ruolo di primo piano merita sicuramente l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che sarà protagonista nell’ambito del Role Play e del VR Game, che si terranno, rispettivamente, alla fine di marzo e nel corso della summenzionata conferenza.

Altresì preminenti saranno gli interventi degli addetti ai lavori presso la stessa Procura Europea, i quali, avendo contezza e percezione diretta delle singole attività volte a reprimere i fenomeni criminosi transnazionali, potranno fornire un contributo diretto e concreto in merito alle diverse iniziative poste in essere dagli Uffici competenti.

E’ evidente come, in un’ottica di più ampio respiro, ciò non potrà che tradursi in un incentivo alla cooperazione rafforzata tra gli stasi membri nella lotta alla criminalità organizzata oltreconfine, alle frodi fiscali, al riciclaggio ed alle contaminazioni illecite del settore dell’economia, partendo proprio dalle formazioni sociali più prossime ai fruitori del corso, appunto, quelle dei centri di formazione, Università in primis.

A dare ulteriore risalto all’iniziativa è stata la stessa stampa telematica, e, segnatamente, la testata La mia finanza, con un articolo del 18.02.2026 a firma del Dott. Claudio Bonato (reperibile sul sito https://www.lamiafinanza.it/2026/02/steppo-al-via-il-quinto-ciclo-di-incontri-eppo-e-diritto-ue-un-passo-avanti-nell’integrazione/).

Nello stesso senso, il giorno successivo è stato pubblicato, sul portale Affari Italiani un analogo contributo a firma del Dott. Giorgio D’Enrico (reperibile al sito https://www.affaritaliani.it/milano/steppo-eppo-diritto-ue-integrazione-2025-2026-1002003.html).

Entrambi gli articoli hanno voluto porre il focus sulla (e dare risalto alla) interrelazione funzionale tra i diversi mondi professionali e quello accademico, sì da creare una solida e costante rete di confronto ed operativa tra professionisti e giovani, creando, così un “laboratorio intergenerazionale”, nel quale le competenze tecniche, l’esperienza sul campo e la formazione universitaria possano trovare un terreno comune ove rafforzare il senso di appartenenza alle Istituzioni ed acquisire coscienza civica e senso di responsabilità, tenendo ben presente di quanto fenomeni criminosi da noi apparentemente lontani siano, in realtà, molto vicini e quotidiani.

La visibilità del percorso a livello mediatico dell’ormai imminente corso segna sicuramente un passo importante nell’ambito del progetto Steppo e, più in generale, delle attività della Procura Europea, sulle quali, ad oggi, se non in casi sporadici e di particolare rilievo a livello di numeri, non è mai stata adeguatamente posta l’accento ed alle quali non è mai stata fornita la visibilità che, invece, meriterebbero.

Beninteso, non si tratta soltanto di una mera opera di rendicontazione, volta ad esaltare quella che, prima facie, potrebbe apparire una semplice attività formativa, bensì, al contrario, di un modo per consentire ai discendi, ma anche agli stessi addetti ai lavori, e, più ad ampio raggio, alla collettività, di comprendere la reale portata degli illeciti che, purtroppo, spesso si verificano nel panorama europeo, coinvolgendo il nostro Paese e rischiando di comprometterne la stessa tenuta finanziaria.

In questo modo, entrando nel vivo del fenomeno ed acquisendo gli strumenti per conoscerne l’entità e prevenirne le conseguenze dannose, ciascuno per quanto di competenza, avrà davvero la possibilità di creare la tanto agognata (e, talora, utopica) cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea, tale da realizzare una sorta di unicum sotto il profilo della giustizia.

We’re ready. Let’s start!

 

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