Author: Moreschi Zaccaria, Gabriele Liberatore
Committee: National Istitutions Committee
Date: 04/06/2026

 

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sostiene l’approccio olistico della Commissione per contrastare le frodi IVA, garantendo alla Procura europea (EPPO) e all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) l’accesso ai dati previsti dal regolamento (UE) n. 904/2010.

Impegno che si inserisce nella proposta 2025/0348(CNS), che tra aprile e maggio 2026 ha visto le commissioni ECON e CONT confrontarsi sulla gestione dei sistemi informatici come VIES (e la sua evoluzione Central VIES), SURVEILLANCE e CESOP.

Il Comitato riconosce l’urgenza di superare l’attuale frammentazione settoriale delle collaborazioni bilaterali con l’obiettivo di permettere alle autorità competenti di incrociare rapidamente le informazioni tra gli Stati membri, riducendo i tempi di risposta, necessari per effettuare indagini complesse, come il caso Calypso.

Il dibattito parlamentare ha introdotto modifiche sostanziali per bilanciare due esigenze parimenti importanti ma spesso antitetiche, ossia l’efficacia investigativa ed una corretta tutela dei dati personali.

La commissione ECON ha stabilito che l’accesso ai dati per EPPO e OLAF non potrà essere esplorativo, ma dovrà essere rigorosamente collegato a specifici fascicoli, tracciabile e motivato dalla necessità dell’indagine.

Parallelamente, si è risolta la questione dei costi di adeguamento tecnico, passando da un carico gravante solo sugli organismi investigativi ad una ripartizione più equa, a tutela dell’indipendenza operativa. La proposta appare quindi conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Un passaggio decisivo, consolidato nel maggio 2026, è sato quello di prevedere la trasmissione spontanea dei dati doganali in presenza di anomalie IVA, valorizzando il ruolo strategico delle dogane nel rilevare irregolarità già all’importazione.

In aggiunta, con il fine di preservare l’integrità del mercato unico, il nuovo testo impone agli Stati membri che non partecipano all’EPPO di designare autorità nazionali equivalenti, assicurando una cooperazione capillare e prevenendo squilibri. Si punta, inoltre, anche ad un’armonizzazione delle sanzioni amministrative per contrastare il forum shopping, pratica con cui i criminali spostano a piacimento le attività verso giurisdizioni più permissive.

Sotto il profilo della protezione dei dati, il CESE ha sottolineato la complessità del quadro normativo, data la concorrente applicabilità del RGPD, del regolamento (UE) 2018/1725 e del regime previsto dal capo VIII del regolamento EPPO.

In definitiva, il documento aggiornato al 5 maggio 2026 rappresenta il primo vero passo di una strategia integrata di lungo periodo.

 

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