Author: Mainetti Marco
Committee: Law Enforcement Agencies Commitee
Date: 07/05/2026

Introduzione: Lo scandalo di ottobre 2025

Il 13 ottobre 2025, gli uffici veneziani della Procura Europea (EPPO) hanno scoperchiato un sistema di malaffare che proietta ombre pesanti sull’integrità delle grandi opere balcaniche. L’incriminazione di sei persone, tra cui tre funzionari pubblici bosniaci di alto profilo, non è solo una notizia di cronaca giudiziaria, ma lo spaccato di una gestione opaca dei fondi comunitari. Al centro del ciclone si trova il Corridoio Vc, l’arteria paneuropea che dovrebbe unire l’Ungheria e la Croazia orientale al Mare Adriatico attraversando il cuore della Bosnia-Erzegovina: un’opera strategica trasformata, secondo l’accusa, in terreno di caccia per interessi illeciti (1).

 

Il caso

Il fulcro dell’inchiesta si concentra sulla tratta Medakovo-Poprikuše, una tratta lunga circa 35 chilometri, dal valore complessivo di 340 milioni di euro. Qui, il punto chiave della corruzione si sarebbe nascosto in un contratto di consulenza da 4 milioni di euro; questo importo, apparentemente irrisorio, risulta invece fondamentale per il controllo tecnico e finanziario dell’intero cantiere (1)(2).

 

L’inchiesta rivela una “regia” sofisticata, in cui il confine tra controllore e controllato si confonde per effetto di un modus operandi meticoloso, che si può sintetizzare in tre punti:

 

–       Cambi nella commissione giudicatrice, infatti, i funzionari bosniaci indagati avrebbero rimosso la giuria originale incaricata della valutazione, sostituendola con soggetti compiacenti.

–       La relazione tecnica è stata riscritta a tavolino per favorire un esito predeterminato.

–       Gli inquirenti hanno evidenziato come siano state impartite istruzioni precise a una società di consulenza con sede a Verona, indicando come aggiustare nel modo corretto l’offerta economica per sbaragliare la concorrenza e ottenere il punteggio massimo (1).

Dallo schema emerge un inquietante collegamento di interessi tra la parte italiana e quella bosniaca, in cui la competenza tecnica sembra essere stata sacrificata in cambio di promesse di denaro o di vantaggi illeciti.

Il paradosso del caso Medakovo-Poprikuše risiede nel fatto che l’opera è quasi interamente finanziata dai contribuenti europei: l’87% del capitale proviene infatti dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), mentre il restante 13% è a carico del bilancio nazionale bosniaco (1).

Le prime spie d’allarme non sono scattate sul territorio, ma negli uffici di sorveglianza della BEI a Lussemburgo, infatti, è stata la stessa Banca ad avviare le verifiche interne per possibili condotte fraudolente, prima di denunciare i sospetti all’EPPO (2)(3).

Questo passaggio sottolinea come, in presenza di complesse sfide nei sistemi di controllo interno, la vigilanza degli organismi sovranazionali diventi un elemento di garanzia fondamentale per la corretta gestione del denaro pubblico.

 

La risposta giudiziaria è stata il frutto di una morsa a tenaglia internazionale che ha richiesto anni di lavoro silenzioso. La scintilla investigativa è divampata nel settembre 2024, quando i Carabinieri di Venezia hanno eseguito perquisizioni a tappeto nelle sedi societarie venete, sequestrando documenti cruciali che collegavano la società veronese ai funzionari di Sarajevo (1).

Il coordinamento si è poi spostato in Bosnia nel 2025, dove l’EPPO ha operato fianco a fianco con la State Investigation and Protection Agency (SIPA). Gli interrogatori condotti a Sarajevo hanno confermato la solidità di un impianto accusatorio costruito sulla cooperazione transfrontaliera (3). Nonostante la gravità dei capi d’imputazione, le autorità mantengono un riserbo strettissimo sull’identità dei soggetti coinvolti, una scelta dettata sia dalle normative procedurali che dalle specifiche richieste di riservatezza della BEI, ferma restando, chiaramente, la presunzione di non colpevolezza sino alla condanna definitiva.

 

Ridurre questa inchiesta a un semplice “danno contabile” sarebbe un errore d’analisi. La corruzione negli appalti ha un costo umano e ambientale immediato.

Già tra il 2024 e il 2025, il tratto Medakovo-Poprikuše era stato teatro di dure proteste popolari: da un lato a causa di espropri forzosi, infatti, i proprietari terrieri hanno denunciato compensazioni irrisorie, frutto probabilmente di stime al ribasso figlie di una gestione poco trasparente; dall’altro lato contro il degrado del territorio, a tal proposito nelle denunce depositate presso i meccanismi di reclamo della BEI vengono evidenziati danni sistemici all’ecosistema locale (4).

 

Quando una consulenza tecnica viene manipolata per supportare un gruppo criminale, la qualità del lavoro e la protezione dell’ambiente sono le prime cose a essere sacrificate. La corruzione, in questo caso, diventa un veleno che danneggia non solo le finanze dello Stato, ma anche il territorio e i diritti fondamentali dei cittadini.

 

Ad oggi, il Corridoio Vc rischia di trasformarsi in un monumento all’inefficienza e allo spreco: dei 330 km previsti, ne sono stati completati appena 130 (5).

Questo rallentamento cronico non è solo figlio di difficoltà tecniche, ma di complesse dinamiche di governance e monitoraggio che possono esporre le grandi opere al rischio di criticità finanziarie e gestionali.

L’intervento dell’EPPO è un segnale di vitalità delle istituzioni europee, ma non può essere l’unica soluzione. La protezione dei fondi non riguarda solo i numeri, ma la credibilità del progetto europeo nei Balcani. Se il Corridoio Vc non diventerà un ponte trasparente verso l’integrazione, resterà soltanto un’icona delle opportunità negate a un intero popolo in nome del profitto illecito di pochi.

 

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Bibliografia

1.     Comunicato dell’European Public prosecutor’s Office, 13 ottobre 2025 (https://www.eppo.europa.eu/en/media/news/eppo-italy-charges-bosnian-public-officials-corruption-motorway-construction-project)

 

2.     Articolo N1, 7 ottobre 2025, EIB launches investigation over suspicions of corruption in the construction of BiH highway – (https://n1info.ba/english/news/eib-launches-investigation-over-suspicions-of-corruption-in-the-construction-of-bih-highway)

 

3.     Articol Sarajevo Times, 8 ottobre 2025, EIB launches investigation into suspected corruption in BiH highway construction – (https://sarajevotimes.com/eib-launches-investigation-into-suspected-corruption-in-bih-highway-construction)

 

4.     Documentazione ufficiale della BEI relativa alle segnalazioni ambientali/sociali per il tratto Medakovo-Poprikuše (https://www.eib.org/en/about/accountability/complaints/cases/corridor-vc-medakovo-poprikuse-sg-e-2024-11)

 

5.     Articolo N1, 7 ottobre  2025, Completion of Corridor VC through BiH still uncertain, investigation underway (https://n1info.ba/english/news/completion-of-corridor-vc-through-bih-still-uncertain-investigations-underway/)

 

 

 

 

 

 

 

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