Author: Serena Perini
Committee: Media Committee
Date: 20/10/2025
La Procura europea, come sappiamo, è un organo relativamente recente dell’Unione europea, sconosciuto ancora a moltissimi cittadini. Questo principalmente è dovuto dal fatto che non tutti gli Stati membri provvedono a pubblicare, mediante i media ed i vari canali di comunicazione, informazioni riguardo la Procura europea.
Si può rilevare una maggiore attività mediatica di alcuni Stati, tra cui anche il nostro, l’Italia, in ragione della moltitudine di casi giudiziari che hanno visto l’intervento di EPPO, e che, per dovere di cronaca, dovevano essere narrati. Altri paesi attivi nella divulgazione di informazioni sulla Procura europea sono Romania, Germania, Bulgaria e Francia, per cui su internet si riescono a reperire diversi articoli che trattano casi giudiziari in cui interviene l’EPPO. In cima alla lista c’è l’Italia, Stato che ha visto più di tutti indagini e processi con la presenza di EPPO, per un ammontare complessivo di 764 indagini attive con un danno stimato di 7,05 miliardi di euro. Dal report della Procura europea dell’anno 2024 emergono un totale di 2.666 indagini attive, e dunque l’Italia ha raggiunto quasi un terzo del totale. Le è seconda la Romania, per un ammontare complessivo di 380 indagini attive e con un danno totale al bilancio dell’UE stimato a 2,57 miliardi di euro.
Alcuni dei casi più importanti riguardanti l’Italia sono, ad esempio, la scoperta di uno dei più grandi impianti illegali di produzione di sigarette in Europa, situato a Stornara (Foggia), una fabbrica in grado di produrre fino a 2 milioni di sigarette al giorno, e capace di generare profitti illeciti di circa 350.000 euro al giorno. Su richiesta di EPPO, la Guardia di Finanza di Palermo ha condotto svariate ricerche nel mese di luglio 2025, e con il supporto delle unità di Bari e Foggia, sono state condotte nel sito le perquisizioni di 45 pallet di sigarette del peso di circa 13 tonnellate, 165 sacchi di tabacco triturato e 134 pallet di precursori. Erano inclusi materiali di imballaggio con loghi contraffatti di noti marchi di tabacco. Se i prodotti sequestrati fossero stati posti sul mercato, la perdita stimata di IVA e accise evase sarebbe stata superiore a 3,2 milioni di euro.
Possiamo menzionare poi un peculiare caso che coinvolge la Romania e cittadini italiani, cioè il rinvio a giudizio e la conseguente incriminazione a luglio del 2025, da parte della Procura europea al tribunale di Bucarest, di tre soggetti (tra cui uno dei ‘capisquadra’ per una frode da 100 milioni di euro che coinvolge fondi dell’UE e nazionali). Il sospettato (peraltro, un cittadino italiano) è stato arrestato il 5 febbraio 2025, e si sospetta si sia impegnato a guidare un gruppo criminale che, sistematicamente, concretizza frodi nei confronti dell’UE. I membri del gruppo avrebbero operato in Romania in un lasso di tempo intercorrente tra il 2019 e il 2024, partecipando a gare d’appalto relative alla distribuzione di acqua potabile e dei sistemi fognari organizzate dalle autorità rumene attraverso tre consorzi italiani, e per dimostrare le proprie capacità finanziarie hanno falsificato documenti, come per esempio il bilancio. Due dei tre consorzi hanno ricevuto un divieto antimafia alla partecipazione, ma globalmente, grazie a questi tre consorzi, gli imputati hanno partecipato a 23 bandi di gara per un valore di 300 milioni di euro di finanziamenti dell’UE; vinto 13 gare causando un danno che è stimato a oltre 100 milioni di euro.
Tuttavia, il filo rosso che collega la ragione di queste attività da parte dei suddetti Stati è sempre comunque dovuto dalla cronaca giudiziaria, difatti in tali Stati ci sono state delle casistiche di indagini per reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione europea particolarmente rilevanti, troviamo casi di frode e riciclaggio relativi a milioni di euro. Si nota una mancanza di interesse nella comunicazione generale di cosa sia EPPO, come funzioni, a cosa serva, e questo genera un problema non da poco per i cittadini europei, in quanto essi non conoscono dell’esistenza di un organo preposto anche alla loro tutela, a cui possono essere trasmesse denunce o segnalazioni private quando si tratti di un reato contemplato nel contesto della Direttiva (UE) 1371/2017 (direttiva PIF).
Un elemento importante per aumentare la conoscenza da parte dei cittadini può risiedere anche nella scelta circa il mezzo di comunicazione: oggi è molto più facile giungere al pubblico, più che mediante i quotidiani/giornali, mediante i social media: l’informazione, per riuscire nel suo stesso scopo, richiede degli adattamenti alle realtà storiche contemporanee. La capacità di un post di diffondere e di rendere conosciuta un’informazione a quante più persone possibili, specialmente per i giovani, può essere maggiore rispetto ad un articolo di un quotidiano. In Spagna è stato condotto uno studio proprio nei confronti di giovani (16-30 anni), e dalle interviste dello studio è emerso che il 42% degli stessi utilizza come strumento di informazione proprio i social media, ancor prima della televisione (utilizzata come strumento principale di informazione dal 39% degli intervistati). Il post è ottimale per varie ragioni: cattura l’attenzione se ha una bella estetica, anche se non è di per sé interessante; è breve e poco impegnativo da processare piuttosto che un elaborato scritto, ed è facilissima la condivisione con un click. Naturalmente può essere contornato da un link con un articolo che, più dettagliatamente, analizza una certa situazione, e di cui il post potrebbe esserne semplicemente il biglietto da visita.
Vista dunque la grande importanza che avrebbe conoscere la Procura Europea come organo preposto alla nostra tutela, dovremmo sicuramente sostenere la necessità di maggiori pubblicazioni da parte degli Stati europei, scegliendo però anche i mezzi di comunicazione più idonei.
SITOGRAFIA:
https://balkaninsight.com/2025/03/03/eu-prosecutors-investigate-38-more-financial-crimes-in-2024/
https://www.eppo.europa.eu/en/media/news/2024-annual-report-eppo-leading-charge-against-eu-fraud