Author: Marzia Catino
Committee: Editorial Committee
Date: 9/07/2025

In data 10 aprile 2025, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, si è tenuta la conferenza conclusiva del corso “Eppo e Diritto Ue: un passo avanti per l’Integrazione”. L’evento ha visto numerosi interventi di rilievo, tra cui quello della Dott.ssa Giulia Varisco, vice-chair dell’Editorial Committee e dello Steering Committee.

La Dottoressa Giulia Varisco ha aperto il suo discorso affermando come nell’immaginario collettivo, le questioni finanziarie sono spesso percepite come distanti, se non opposte, rispetto alle dinamiche familiari, tradizionalmente ritenute più emotive e meno razionali.

Tuttavia, esiste un importante punto di incontro, rappresentato dai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, messi a disposizione ogni anno dall’Unione Europea.

Il Fondo Sociale Europeo (FSE) ha l’obiettivo di promuovere l’occupazione, la formazione professionale e l’inclusione sociale, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e sostenere le famiglie, in particolare quelle più fragili. Oltre a incrementare le risorse economiche delle famiglie, il FSE rappresenta un presidio essenziale contro l’emarginazione sociale.

Negli ultimi anni, la Procura Europea ha intensificato le attività investigative riguardanti l’utilizzo di tali fondi, rilevando numerosi casi di frode ai danni del bilancio dell’Unione. Tra questi, durante l’intervento della Dott.ssa Varisco, sono stati illustrati tre esempi significativi:

1.      Rotterdam (Paesi Bassi): Le indagini sono state condotte dalla Procura Europea di Rotterdam e hanno riguardato una frode legata a fondi destinati alla creazione di opportunità lavorative per soggetti fragili, disoccupati e persone inattive. La frode è stata realizzata da una società attraverso l’emissione di fatture false, riuscendo così ad appropriarsi indebitamente di tali fondi. Secondo quanto riportato sul sito della Procura Europea, i responsabili saranno chiamati a svolgere 140 ore di lavori socialmente utili e a versare un risarcimento di 230.000 euro a favore della società che, a causa della frode, è stata dichiarata insolvente ed è stata avviata la procedura di liquidazione giudiziale.

2.      Sofia (Bulgaria) – Un’altra indagine, condotta dalla Procura Europea di Sofia, ha portato il 28 febbraio 2025 alla formalizzazione di un’accusa nei confronti di due persone per una frode relativa a fondi stanziati dal Fondo Sociale Europeo. In questo caso, i fondi erano destinati a promuovere opportunità formative di natura professionale. Sono state inviate al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali bulgaro informazioni false, con una sovrastima dei posti di formazione effettivamente attivati, che in realtà non sono stati realizzati perché i fondi sono stati impiegati in attività illecite. Le indagini su questo caso sono tuttora in corso.

3.      Palermo (Italia) – Un altro caso riguarda l’Italia, dove la Procura Europea di Palermo ha condotto un’indagine che ha permesso alla Guardia di Finanza di sequestrare 9 milioni di euro. Si tratta di una frode di grande entità, realizzata su larga scala, basata su un complesso meccanismo che prevedeva fenomeni di riciclaggio finalizzati a sottrarre illecitamente fondi pubblici. Questi fondi erano destinati non solo all’occupazione e alla formazione professionale, ma anche alla tutela di soggetti fragili e vulnerabili.

A conclusione del suo intervento, la Dott.ssa Varisco ha sottolineato come da questi casi emerga con chiarezza il legame diretto tra la corretta gestione dei fondi europei e il benessere delle famiglie. L’uso illecito di tali risorse non comporta soltanto un danno economico: a pagarne le conseguenze più gravi sono proprio le famiglie, in particolare quelle più vulnerabili.

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